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Crediamo sia doveroso fare un approfondimento e qualche puntualizzazione riguardo all’articolo dell’Avvocato Carlo Augusto Angelini pubblicato sul numero di OLTRE MAGAZINE di gennaio. Premettiamo che non abbiamo nessuna intenzione di fare polemica o interferire con il lavoro degli altri, ma ci sentiamo in dovere di fare chiarezza su alcuni aspetti trattati in maniera generica e poco specifica. Inoltre, ci pare poco costruttivo l’invito agli imprenditori di rivolgersi ai consulenti del lavoro per quanto riguarda le eventuali scelte contrattuali, in quanto essi tendono a proporre soluzioni generiche, a volte astruse e non specifiche per il settore.

Ci teniamo a rammentare che da ben quattordici anni l’unico CCNL che regolamenta il lavoro a chiamata o intermittente nel settore funebre è solamente quello di Asnaf & As, pubblicato sia dal Ministero del Lavoro che dal CNEL. Nell’ambito funerario non c’è nessun altro contratto che regolamenta questa tipologia di lavoro in maniera specifica, in quanto vengono utilizzate declaratorie e tabellari riadattati da contratti di altri settori.

Vi ricordiamo inoltre che le OO.SS. concordano sull’applicazione di un contratto di riferimento per ogni categoria, anche se questa direttiva viene il più delle volte trascurata ed inapplicata; ciononostante l’I.N.L. si è espresso a favore di questa disposizione. Chiunque scriva un articolo su questi argomenti dovrebbe forse conoscere in modo approfondito le tematiche inerenti il settore.

Per quanto riguarda poi i limiti d’età ed il numero delle giornate lavorative possiamo concordare sul fatto che a livello generico il lavoro a chiamata abbia quei limiti, ma questi vengono superati dal nostro CCNL grazie alla sua specificità; peraltro il Ministero del Lavoro, rispondendo a degli interpelli, si è espresso nei confronti dell’attività funebre dichiarandola DISCONTINUA e pertanto l’assunzione a chiamata non pone alcun vincolo.

Inoltre, sicuramente l’Avvocato avrà letto la direttiva Bolkestein recepita dall’Italia e pubblicata sulla G.U. nella quale viene specificato che le pompe funebri non fanno parte della categoria dei trasporti (D.lgs 26 marzo 2010 , n. 59), di conseguenza che formula di contratto consiglierebbe lui ai suoi clienti?

Ci scusiamo per l’eventuale disturbo, ma tacere ci sembrava inopportuno verso chi ci conosce.

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