ASNAF&AS - Sede Legale: Via Bellini, 7 - 20032 Cormano (MI) | C.F. 04460780960 | E-mail: asnaf-as@funeralia.net
    funeralia.net >>> Home Page
Home Page
Contratto nazionale
Spazio sindacale
Consulenza legale
 CORSI  
Iscrizione ai corsi
Archivi funeralia
Archivio Normative
Archivio Formazione
Spazio ASNAF & AS
Presentazione
Statuto
Iscrizione
Contatti
Archivio ASNAF & AS
CERTIFICAZIONI 
Certificazione di qualità
Angolo della posta

SFORTUNATAMENTE CI SI DIMENTICA TROPPO VELOCEMENTE DELLE NORME, OPPURE SI VUOLE FARE DI TUTTO AFFINCHE NESSUNO LE RAMMENTI

La nostra preparazione e competenza non ci permettono di dimenticare le norme e le incombenze che scaturiscono dai vari Regolamenti Regionali, Nazionali ed Europei e che servono per aumentare la professionalità del settore. Riscontriamo un oblio nei confronti di tali regole da parte di alcuni attori del nostro settore che sempre più spesso sono concentrati sulla limitazione dei costi e l’abbattimento del prezzo del servizio. Si riscontra una mancanza di attenzione e rispetto verso i dolenti, i veri clienti dell’Impresa, ed un continuo lavoro approssimativo e frettoloso, quasi un lavoro a catena dimenticandosi delle peculiarità di ogni singolo servizio. Riflettendo su questa situazione mi sono rammentato di uno dei Convegni organizzati dalla ASNAF & AS nel 2011 presso l’Hotel Brunelleschi di Milano dove erano presenti anche molti Consiglieri Comunali, alcuni dei quali oggi ai vertici del Governo. Dopo una generale illustrazione del settore, utile a sensibilizzare i politici verso le varie problematiche che affrontiamo quotidianamente, ci siamo dilungati sulla la direttiva dell'Unione Europea 2006/123/CE, conosciuta come Direttiva Bolkestein. Quest’ultima era stata recepita dall’Italia (Decreto Legislativo 26 marzo 2010 n. 59) ma in pochi ne parlavano. In particolare, facemmo riferimento al fatto che secondo l’articolo 6 del D.L. 59/2010 le pompe funebri non costituiscono servizio di trasporto; pertanto, si evince che l’utilizzo di tale termine, ancora oggi utilizzato da molti, non sia più consono alla descrizione del lavoro che noi svolgiamo. In quella occasione abbiamo proposta l’utilizzo del termine TRASFERIMENTO per descrivere i servizi che svogliamo cogliendo il plauso dei partecipanti non soltanto per la terminologia trovata ma anche per la delicatezza che essa includeva nei rapporti con i dolenti. Infatti, riflettendoci, il trasporto è più consono come termine per bene materiali come la ghiaia o i pacchi, invece ci pare più coerente parlare di trasferimento della persona deceduta che fino a poco prima, per i dolenti, era una persona cara che dobbiamo accompagnare alla sua ultima dimora. Sembra una piccola cosa ma se ci pensate bene fa un altro effetto! ASNAF & AS


ORA CI PERMETTIAMO DI DARE I NS. SUGGERIMENTI A SEGUITO DI QUANTO SOPRA DA NOI COMUNICATO MENTRE ALTRI, HANNO TACIUTO.

Abbiamo menzionato nell’articolo precedente il fatto che col Decreto Legislativo 26 marzo 2010 n. 59 pubblicato in Gazzetta Ufficiale Supplemento Ordinario 75/L del 23 aprile 2010 le pompe funebri vengono escluse dalla categoria dei TRASPORTI; alleghiamo qui il testo pubblicato in G.U. Vogliamo adesso cercare di comprendere le motivazioni che spingono le Associazioni o Federazioni di categoria ad applicare il CCNL Pompe Funebri che rientra nella contrattazione con i Sindacati della categoria dei Trasporti. Ricordiamo che l’applicazione di un CCNL comporta il pagamento delle cosiddette quote di servizio che mensilmente il datore di lavoro versa per conto dei dipendenti ai Sindacati. Queste vengono trattenute dalla busta paga dei dipendenti e versati tramite il DM10, la loro cifra è attorno ai 12-15 euro mensili che moltiplicato per 13 mensilità corrisponde a 156 – 195 euro annui. Considerando che nel settore funebri in Italia attualmente abbiamo circa sei mila imprese che mediamente occupano tre dipendenti possiamo calcolare i dipendenti del settore con il CCNL delle pompe funebri siano circa 18.000. L’entrata economica dei sindacati è presto calcolata in più di tre milioni di euro! Questa sicuramente è una bella cifra che potrebbe far pensare che continuare ad adottare un CCNL di un settore non corrispondente a quello di appartenenza sia una scelta condizionata da altri interessi, ma noi non vogliamo pensare male. Consideriamo solo che la Ns. Associazione ha delle difficoltà a fare pubblicità nelle riviste, ad organizzare Convegni e campagne pubblicitarie per poter avere una comunicazione penetrante perché le entrate delle sole tessere associative e le iscrizioni non sono sufficienti. Il fatto di adottare un CCNL che non è proprio del settore di appartenenza però ha anche delle ripercussioni verso i datori di lavoro che erroneamente lo applicano. Infatti, il dipendente può richiedere, in caso di vertenza sindacale, l’applicazione del CCNL di categoria e questo comporterebbe un enorme esborso di denaro da parte del datore di lavoro. Ci si troverebbe paradossalmente nella parte del torto anche solo per aver applicato un CCNL sbagliato. Un’ultima considerazione ci sembra lecito portare avanti, secondo gli accordi sindacali sulla riforma degli assetti contrattuali del 2009 esiste l’obbligo di applicare ai dipendenti il CCNL dello specifico settore. I legislatori a livello regionale ultimamente, facendo riferimento ai requisiti necessari per l’attività funebre fanno riferimento a dipendenti assunti con regolare contratto di lavoro, ci sorge spontanea la domanda, il contratto di lavoro che fa riferimento ad un altro settore può essere considerato regolare? Noi dell’ASNAF & AS adottiamo un CCNL di SERVIZI ALLA PERSONA, già operativo dal 2004 e presente negli archivi sia del Ministero del Lavoro che del CNEL. D’altronde, prendersi cura dei defunti altro non è che un servizio alla persona, defunta sì, ma non un pacco o ghiaia da trasportare. I nostri imprenditori associati pagano di tasca propria le quote dovute senza chiedere ulteriori esborsi ai dipendenti. Nell’ultimo rinnovo del CCNL è stata inoltre richiesta la possibilità di adozione anche da parte dell’EFI Eccellenza funeraria che intende promuoverlo come da impegno assunto dal Presidente Gianni Gibellini è lo farà, verso i propri Associati avendone riscontrato i dovuti lati positivi. ASNAF & AS


Assistenti ai funerali, un corso per i laici in aiuto ai sacerdoti

Il titolo sopra riportato dovrebbe essere esplicativo e ben chiaro, in esso si conferma quella che è la vera funzione dell’Assistente ai funerali.

Tra le altre mansioni, c’è anche il supporto alle famiglie, che in quei particolari momenti necessitano di un aiuto, e possono trovare un supporto psicologico nella figura dell’Assistente.

BASTA prenderci in giro!!! Non ci sono o non ci dovrebbero essere altre mansioni, dato che nei CCNL non se ne parla, né tanto meno si identifica una simile figura. INVECE, succede di tutto!

C’è una Regione dove questa figura viene utilizzata a copertura di prestazioni di necroforato, magari senza corsi di formazione o con personale aggiunto, proveniente da altre società, a quello della Impresa per il raggiungimento del numero minimo necessario.

Il tutto per essere in regola con i requisiti regionali, trascurando poi le normative sul lavoro come la Commistione o intermediazione di mano d’opera, ricorrendo a pseudo società consortili o consorzi non meglio identificati.

Si gradirebbe sapere come viene compensata la società che offre le prestazioni di tali “Assistenti” alle altre imprese; difficile credere che venga emessa fattura in contesti simili…

Con la fattura poi si regolamenta il passaggio di denaro fiscalmente, ma non si regolamenta l’intermediazione di mano d’opera perché qualunque sia la voce o il trucchetto dell’Assistente, in ogni caso viene eseguita la mansione di necroforato e non “un’assistenza”, come sarebbe da intendersi considerando il lessico.

Pertanto non si ricorra a tali sistemi per fare i furbi o per utilizzare un giro di personale che in realtà manca a queste Imprese consorziate le quali non sono poche!!!



Il nero non è solo il colore del lutto

Dalla stessa regione ci arrivano segnalazioni che ci preoccupano e che ci auguriamo che siano solo dicerie riguardanti l’utilizzo di manodopera retribuita con i soliti metodi fraudolenti. Per coprire la mancanza di personale alcune aziende si avvalgono delle prestazioni fornite da pensionati o altri soggetti, che imperterriti continuano ad operare senza i richiesti corsi di formazione e si fanno pagare a fine servizio in contanti.

Con questi metodi risulta sicuramente facile abbattere i costi e risultare più competitivi dei loro concorrenti. A tutti noi è noto che i contributi dei dipendenti e le relative tasse sono una voce importante del bilancio di qualsiasi impresa si comporti correttamente. Risulta altrettanto facile per queste imprese sleali abbassare i prezzi dei servizi funebri offerti facendo un doppio danno. Il primo al mercato che vede i prezzi dei servizi offerti in continua diminuzione e gli operatori corretti in seria difficoltà a seguire questo continuo gioco al ribasso; il secondo alle famiglie stesse che si vedono servire da personale approssimativo che senza nessuna preparazione deve affrontare un compito così delicato come l’accompagnamento del defunto.

Vogliamo avvisare questi scorretti “imprenditori” che, a tutela dei nostri associati e delle famiglie dei dolenti, la nostra associazione si batterà come sempre a fatto per portare maggiori controlli in merito.

Asnaf & As